Martedi, 22 agosto 2017 - ORE:22:34

Shoah, arrestato Lipschis l’aguzzino di Auschwitz


Lipschis

Hans Lipschis, al quarto posto nella lista dei dieci criminali nazisti ancora in vita più ricercati dal centro Simon Wiesenthal, è stato arrestato oggi nella sua casa tedesca di Aalen, in Baden-Wuerttemberg, dove aveva vissuto indisturbato gli ultimi trent’anni. Proprio nel giorno in cui a Monaco, a poco meno di 200 chilometri di distanza, si apriva il processo alla cellula terroristica neonazista Clandestinità nazionalsocialista (Nsu), il 93enne è stato prelevato su richiesta della procura di Stoccarda, secondo cui l’uomo avrebbe lavorato come guardiano ad Auschwitz tra il 1941 e il 1945.

Uno dei dieci nazisti più ricercati al mondo

L’identità dell’arrestato non è stata confermata ufficialmente, ma la prima procuratrice Claudia Krauth, portavoce della procura di Stoccarda, ha spiegato all’Ansa che il nome «non è sbagliato». Il giudice che ha ordinato l’arresto ritiene che i procuratori abbiano raccolto prove a sufficienza per l’incriminazione di Lipschis. Il quale ora, giudicato da un medico idoneo alla carcerazione, si trova in custodia cautelare in attesa che l’imputazione sia pronta, «tra uno e due mesi» secondo Krauth. La residenza tedesca di Lipschis, perquisita oggi dalle forze dell’ordine dopo l’arresto, era stata scoperta recentemente da alcuni giornalisti dell’emittente televisiva Swr e del Welt am Sonntag.

Era il guardiano di Auschwitz

È dal 1983 che il presunto guardiano di Auschwitz vive alla luce del sole nella sua casa. Da quando, cioè, era stato espulso per aver taciuto il suo passato nazista dagli Stati Uniti, dove si era trasferito negli anni ’50. Intervistato dalla stampa tedesca, prima che il clamore lo facesse di nuovo sprofondare nel silenzio, il 93enne di origine lituana aveva ammesso di aver lavorato nel campo di Auschwitz, ma solo come cuoco. Delle camere a gas e dei forni crematori Lipschis avrebbe solo sentito parlare, aveva spiegato. Per i giornalisti che hanno indagato sul suo passato, invece, non ci sarebbero molti dubbi sull’appartenenza alla compagnia delle Ss Testa di morto (Totenkopf), che ad Auschwitz era impiegata per la vigilanza. Ci sono le carte personali a dimostrarlo.



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