Domenica, 28 maggio 2017 - ORE:00:12

Terremoto 20 maggio 2012: forte scossa avvertita nel Nord Italia, lo Stato non paga più


Sono le 4 del mattino del 20 maggio 2012 e mi sveglio di soprassalto con quattro mura che mi tremano letteralmente addosso. La mia zona di residenza è stata interessata da un forte terremoto, come avrei capito qualche minuto più tardi, che non ha colpito solo me, spaventandomi, ma che purtroppo si è scagliato, con i sui 6.0 gradi nella scala Richter, su tutto il Nord Italia, colpendo principalmente l’Emilia Romagna e con epicentro a 36 km da Bologna, ad una profondità di 10,1 km, in una zona ‘verde’, dunque a basso rischio sismico.

I danni a persone e cose sono ingenti e il conto delle vittime è al momento disgraziatamente salito a 6, fra cui si contano una 37enne letteralmente ‘morta di paura’ e due operai di una fabbrica, una cinquantina di feriti, fra cui un vigile del fuoco impiegato nelle operazioni successive alle scosse (l’ultima registrata, alle 20; la più forte alle 15.15, di 5.1 gradi) per non parlare degli sfollati, circa tremila.

Un bilancio crudele, a cui bisogna ancora aggiungere i gravi danni al patrimonio artistico, ma destinato solo ad aggravarsi. Infatti nelle ultime ore è venuta alla luce la notizia che solo la settimana scorsa il governo ha approvato un decreto con il quale chiudere i finanziamenti ai cittadini colpiti da calamità naturali. Spieghiamoci meglio.

Quella che era nata come una norma per riformare l’intero sistema della Protezione Civile e conferirgli più efficienza in caso di emergenze si è trasformata in una beffa che va ad aggiungersi al già cospicuo danno, quasi i nostri ministri si fossero trasformati in Nostradamus.

Il provvedimento stabilisce che “Al fine di consentire l’avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali sui fabbricati a qualunque uso destinati» e «adeguati, tempestivi ed uniformi livelli di soddisfacimento delle esigenze di riparazione e ricostruzione» dei beni immobili privati, «possono essere estese ai rischi derivanti da calamità naturali tutte le polizze assicurative contro qualsiasi tipo di danno a fabbricati di proprietà di privati”.

Entro 90 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, Palazzo Chigi dovrà emanare un regolamento, sulla base di alcuni criteri, fra cui agevolazioni fiscali per chi si assicura e “l’esclusione, anche parziale, dell’intervento statale per i danni subiti da fabbricati”. Non è che il primo passo per un, ci scommettiamo, rapido approdo all’assicurazione obbligatoria per tutti, con un costo che, secondo le stime delle stesse assicurazioni, dovrebbe aggirarsi intorno ai cento euro ad abitazione.

Viene da chiedersi qual è, arrivati a questo punto, la tutela offerta da uno Stato che non è più disposto nemmeno ad aiutare i suoi cittadini più indifesi e sfortunati, siano essi colpiti da un terremoto oppure da tre bombole del gas fatte esplodere.



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