Sabato, 22 luglio 2017 - ORE:20:31

La protesta tibetana del III millennio: dalle torce umane ai video parodia


La protesta tibetana

Risale a due giorni fa la morte di Gonpo Tsering, diciottenne tibetano datosi fuoco in segno di protesta davanti ad un monastero a Hezuo, nella prefettura autonoma tibetana di Gannan nel nord-ovest della Cina alle 14 ora locale. La notizia è stata diffusa dall’agenzia ufficiale Xinhua, che cita responsabili del luogo.  E con quest’ultimo sacrificio salgono a 6 le immolazioni nel giro di sole 24 ore, la più intensa ondata da quando diventò ‘pratica comune’ nel febbraio 2009. Da allora il totale delle vittime è arrivato a ben 70, riguardando per la maggior parte monaci o monache buddisti.  “Le auto-immolazioni in Tibet o da parte di tibetani costituiscono un appello alla comunità internazionale, al governo cinese, e al popolo della Cina in quanto formato da esseri umani, affinché ascoltino il loro grido di aiuto” ha commentato il responsabile per l’Informazione delle autorità esiliate, Dicki Chhoyang. Infatti, proprio in questi giorni, i leader cinesi sono riuniti nel XVIII congresso del Partito comunista cinese, che opererà al rinnovamento della classe politica dirigente. È ormai pensiero comune e diffuso che Xi Jinping, attuale vicepresidente, sarà designato leader.

A tal proposito Penpa Tsering, presidente del Parlamento tibetano in esilio, ha dichiarato:

Ogni cambiamento di leadership che scelga personalità più giovani è positivo, in qualunque società del mondo. Per questo, confidiamo nell’elezione di Xi Jinping a nuovo presidente. Certo, stiamo aspettando e osservando, ma siamo comunque fiduciosi: non solo per la risoluzione della questione tibetana, ma anche per il futuro della popolazione cinese.

Per quanto riguarda il futuro del popolo tibetano – che è ancora schiacciato -, è ancora troppo difficile dire se questa nuova leadership avrà effetti positivi. Come tibetani speriamo per il meglio, ma siamo cauti. Le nostre speranze sono anche per i nostri fratelli e sorelle cinesi, perché questa nuova classe dirigente infonda una visione fresca, che contempli e rispetti le libertà internazionali per la popolazione cinese. I nuovi leader della Cina devono inaugurare un’era di maggiore trasparenza, libertà, democrazia, e un miglior Stato di diritto.”

Oggi anche il Dalai Lama, dall’isola di Okinawa, ultima tappa del suo tour giapponese, ha parlato in merito alla questione dei suicidi sacrificali degli ultimi giorni, accusando le autorità cinesi di non essere “serie” di fronte ad un problema tanto grave: “Il governo cinese dovrebbe preoccuparsi della causa (di queste immolazioni). La Cina non si occupa seriamente (di questa situazione) e cerca di porvi fine solo criticandomi”, ha detto il leader spirituale tibetano, le cui parole sono state riportate dall’agenzia di stampa Kyodo.

La Protesta tibetana

Ma anche altre forme di protesta, meno drammatiche, hanno preso piede negli ultimi giorni. Fra queste, oggi è stato postata su YouTube una parodia del celebre tormentone Gangnam Style, con il futuro leader cinese Jinping alle prese con gli attivisti tibetani, i quali, ballando e portando bandiere, gli chiedono di risolvere la questione tibetana ma vengono subito bloccati da due (finti) poliziotti. Il video è stato realizzato dall’associazione dei giovani tibetani esuli in India, Students For Free Tibet, e subito censurato dalle autorità cinesi.

Per maggiori informazioni sulla questione tibetana e sulla storia del Tibet consultare il sito dell’ Associazione Italia-Tibet.



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