Martedi, 25 aprile 2017 - ORE:12:23

Si spegne Lucia Mannucci, la ragazza del quartetto cetra


Alla vigilia della festa della donna, si è spenta una di quelle donne che sono state le protagoniste della storia della musica italiana, la “ragazza” del Quartetto Cetra, Lucia Mannucci. Le esequie avranno luogo domani, sabato 10 marzo, nel foyer del Teatro Elfo Puccini di Milano. Sarà una cerimonia laica, così ha voluto Carlo, figlio che la cantante ebbe con suo marito Virgilio Savona, altra voce del celebre quartetto.

Al termine dei funerali si procederà alla cremazione del corpo, così come avvenne per lo stesso Savona, scomparso appena tre anni fa. Lucia Mannucci entrò a far parte del Quartetto Cetra nel 1943 quando già fidanzata di Virgilio Savona, cantò insieme a lui la canzone “Dove siete stata nella notte del 3 giugno?”. Ma quello fu solo il primo di una lunga serie di successi per il quartetto che ha allietato gli italiani dagli anni Quaranta agli anni Settanta. Il Quartetto Cetra era formato anche da Felice Chiusano e Giovanni Giacobetti, scomparsi rispettivamente nel 1990 e nel 1988. Il loro brano più noto e distintivo è certamente “Nella vecchia fattoria”, adattamento italiano dell’americana “Old McDonald Had a Farm”, ma pochi sanno che sono stati loro ad introdurre per la prima volta il rock and roll sul palcoscenico della musica italiana con la canzone “L’orologio matto”, adattamento, anche questo, di “Rock Around the Clock”.

Al Quartetto Cetra vanno attribuiti anche i doppiaggi dei cori del film della Disney “Dumbo” e la partecipazione in molti dei primissimi programmi televisivi quali “Biblioteca di Studio Uno”, dove il quartetto inscenava divertenti parodie dei grandi classici della letteratura. Ma Lucia Mannucci non è stata solo la grande voce solista del quartetto, infatti ha anche recitato in molti musical con compagnie teatrali di rilievo, come la Compagnia Totò per citarne una. Cantante, attrice, ma soprattutto donna dal carattere forte, trasferitasi giovanissima da Bologna a Milano, dove ha vissuto per il resto della sua vita con il marito e il figlio. Per quanto riguarda la sua vita privata, all’epoca fece non poco scalpore la sua convivenza con Savona prima di convolare a nozze.

Ma è bello ricordarla per le sue qualità canore che fecero innamorare importanti personaggi come Alberto Rabagliati, il quale la sentì per la prima volta e le propose il primo colloquio alla EIAR, che all’epoca non si chiamava ancora Rai, oppure il maestro d’orchestra Gorni Kramer che la scritturò per moltissimi spettacoli teatrali di successo. E’ dunque doveroso quest’ anno dedicare la festa dell’8 marzo ad una donna come “Cia”, amorevolmente chiamata così da tutti, che purtroppo porta via con sé un capitolo tutto italiano fatto di musica, talento e ironia.



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