Lunedi, 23 ottobre 2017 - ORE:02:28

All’orsa Daniza dose fatale di anestetico: solo un errore?

orsa Daniza

orsa Daniza

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All’orsa Daniza è stato somministrato troppo anestetico dopo la cattura

Adesso che l’orsa Daniza non c’è più, tutto quello che possiamo fare è assicurare tutelare il benessere degli altri esemplari di orsi presenti sul nostro territorio. Non si può permettere che un paese occidentalizzato e industrializzato come l’Italia commetta ancora errori del genere. Non è possibile che un medicinale venga usato senza alcun tipo di precauzione su un esemplare così importante quale era Daniza, protagonista dal 2000 di un progetto di ripopolamento delle valli del Trentino, portata qui dalla Slovenia e monitorata continuamente.

danizaGrazie a lei la popolazione degli orsi italiana è cresciuta notevolmente come hanno potuto osservare gli studiosi che da allora la seguivano appassionatamente. L’orsa ha avuto 11 cuccioli nel corso del suo soggiorno italiano e tutti sono sempre riusciti ad arrivare all’età adulta. Alcune delle femmine da lei partorite sono diventate mamme a loro volta. Un successo senza dubbi se si pensa che la popolazione dei plantigradi italiani si aggira intorno ai 50 esemplari. Un numero troppo esiguo per poter permettere che un semplice allarme di un cercatore di funghi faccia scattare un mandato di cattura che si è poi rivelato qualcosa di peggio; Daniza non ha retto alla dose di anestetico utilizzato per sedarla.

La causa della cattura di Daniza

L’annuncio arriva dalla provincia di Trento, che dopo essere venuta a conoscenza dell’ “aggressione” subita dal cercatore di funghi nel giorno di ferragosto, ha prima emesso un’ordinanza di cattura con scopo di uccidere l’orsa in quanto potenzialmente pericolosa per l’uomo per poi ritrattarla nei sensi di catturarla per metterla in cattività ed osservarla. Subito le associazioni animaliste, e non solo, si sono dichiarate indignate in quanto Daniza sembra essersi avvicinata all’uomo solo in quanto spaventata per l’incolumità dei suoi piccoli. Era una mamma in fondo, e l’uomo in quel momento era l’orso cattivo pronto a ferire i suoi figlioletti.

Ma l’Italia di divide

daniza

Ma ora la questione si fa delicata. Non solo gli animalisti ( che già da ferragosto organizzano cortei e sit-in davanti la Provincia per chiedere giustizia per Daniza) ma anche il Ministero dell’ambiente e il Corpo dello stato chiedono a gran voce che sia fatto un chiarimento sui modi di cattura e le dosi di anestetico. Verrà sicuramente aperta un’inchiesta per chiarire questa delicata situazione che sta diventando sempre più una questione politica. Tutte le parti fanno sentire la loro voce, vogliono le dimissioni dei responsabili e non accetteranno un’archiviazione del caso come semplice risposta.
Come andranno queste cose non possiamo dirlo.

Ma quello che ci concerne maggiormente sono le condizioni dei due piccoli che Daniza ha lasciato adesso. L’inverno si avvicina e dovranno essere molto forti per sopravvivere alle mille sfide che la natura gli riserverà. Uno dei due è stato preso insieme alla mamma in quel triste giorno, e gli è stato impiantato un microchip per monitorarlo prima di rilasciarlo in natura. Ora si spera di poter fare lo stesso. Noi tutti possiamo solo dire di essere pronti a far sentire la nostra voce ( hashtag #giustiziaperdaniza) e la nostra perplessità di cittadini informati. Ma soprattutto quanto conti per noi la salvaguardia di questi due piccoli, simboli di una specie che non ha bisogno di essere portata in cattività perché pericolosa, ma di essere salvaguardata da lontano mentre vive libera nelle meravigliose valli del Trentino.



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