Sabato, 29 luglio 2017 - ORE:13:53

Mobilità per il cittadino e spazi per realizzarsi


mobilità-urbana

In Italia esistono fondamentalmente quattro categorie di “agglomerati urbani”: i paesi, le cittadine, le città e le grandi città. Le differenze fra loro sono evidenti e forse banali, anche se qui ci interessa il rapporto tra paesi/cittadine e città/grandi città. Al livello legislativo sembrano non esserci distinzioni (si è avuto solo un cambiamento, anche se per il momento si trova sulla carta e non nella realtà, con la riforma costituzionale del 2001 e successivamente con una legge del 2009 e con il recente decreto legge 5 novembre 2012 n 188 che menziona le “città metropolitane”).

La mole di persone che ogni giorno si sposta dalle proprie abitazioni ai luoghi di lavoro o di svago comporta un denso lavoro per gli amministratori locali.
Un singolo che si muova di un passo (ammesso che si tratti di un passo solo) ha delle necessità che non possono essere disprezzate; sintetizzando si potrebbe dire che ogni essere che abiti in qualsiasi parte del Mondo ha bisogno di una meta, un modo per raggiungerla e il tempo necessario per arrivare a destinazione. In concreto sono necessarie infrastrutture idonee a rendere semplice la vita in tutte le sue sfaccettature.Accettata questa tesi bisogna passare ad una descrizione, seppur generica e genaralizzante, di quello che è lo stato delle cose in Italia; si può tranquillamente parlare di antitesi.

Il nostro Bel Paese è ben lontano dall’essere “in regola” con il detto “tutto il Mondo è paese”.Nelle città e grandi città italiane si può notare come gli spazi siano utilizzati male e la mobilità sia di gran lunga inferiore a quella delle metropoli d’oltralpe. I tempi di spostamento sono disumani, costringono a ore di attesa al giorno, tempo perso. Se si trascorrono due ore al giorno in metropolitana o in autobus, ammesso che questi siano in orario e non si facciano anche attendere, si sarà trascorso più di un mese. A fare cosa? Ad aspettare di arrivare.. La situazione delle cittadine e dei paesi è invece tutta un’altra storia. La vita è più calma ed è lontana dallo stress metropolitano.
Se però parliamo di spazi a disposizione, intesi nel senso di possibili attività e prospettive, la situazione si ribalta bruscamente.

Mobilità per il Cittadino

Chi è tranquillo nel suo piccolo centro urbano perchè può gestire il suo tempo come meglio crede diventa irrequieto pensando che di quel tempo non sa che farsene senza neanche una modesta scelta per la propria autodeterminazione.
Mentre i “cugini di città” potranno, nonostante il tempo inferiore a disposizione, sentirsi liberi di esprimere il proprio stile di vita e la propria prospettiva come meglio credono.

Sono questi i problemi che ogni giorno affliggono gli italiani, col tempo poi non ci si fa più caso, forse, ma certo nel profondo tutti sentono l’esigenza di gestire la propria esistenza nel miglior modo possibile.
In questa direzione si dovrebbe muovere la politica, in attuazione dell’articolo 3 della nostra meravigliosa Costituzione che così recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.



Fate sempre attenzione! di ldgsocial
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