Sabato, 24 giugno 2017 - ORE:05:38

L’ ONU attacca la Divina Commedia: “ Contenuti antisemiti, islamofobici, razzisti e omofobici”


La «Gherush92», organizzazione di ricercatori e professionisti che gode dello status di consulente speciale con il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, qualche tempo fa ha espresso il proprio parere a riguardo dell’ opera caposaldo della letteratura italiana e pietra miliare dell’ istruzione di molti studenti italiani.

In particolare, Valentina Sereni ( presidente dell’ Gherush92) spiega che l’ opera di Dante presenta contenuti offensivi e discriminatori sia per quanto riguarda il lessico che per quanto riguarda il suo contenuto vero e proprio, senza che ci sia un freno a tutto questo.

L’ accusa riguarda in special modo ai canti XXXIV, XXIII, XXVIII, XV dell’ Inferno :

Nel canto XXXIV l’ organizzazione mette l’ accento sul personaggio di Giuda e, di conseguenza, il termine giudeo che vi è raccontato: la Sereni afferma, in particolare, che il termine giudeo è un modo antisemita che descrive una persona avida, traditrice e infida. In seguito, aggiunge la presidentessa, questo termine è stato esteso a tutto il popolo ebraico e ciò favorisce la validazione di condanna antisemita ai ragazzi che studiano la Divina Commedia.

Successivamente, l’ organizzazione si sofferma sul canto XXIII dove Dante punisce Il Sinedrio e i cospiratori, Caifas, Anna e i Farisei tutti nella stessa maniera, a differenza dei restanti ipocriti che ne abitano il girone.

Ad aumentare l’ inattendibilità dell’ opera nei riguardi della Gherush92 è anche l’ accusa all’ islamismo del canto numero XXVIII, dove Dante descrive le pene inflitte ai seminatori di discordie, ovvero coloro che hanno rovinato ogni forma politica, religiosa e familiare. In questo canto c’è Maometto spaccato in due parti, dal mento fino al deretano, con le budella che pendono dalle sue gambe. Pena molto simile è data anche ad Ali’, successore di Maometto, che viene punito con una spaccatura dal mento ai capelli. Questo senso di rottura e di spacco del corpo è strettamente collegato alla rottura di una botte di vino e sta a simboleggiare l’ “allontanamento” del vino da parte della cultura islamica. In più, l’ organizzazione descrive questo canto in maniera molto chiara: il linguaggio usato da Dante è del tutto volgare e raccapricciante, tanto da ometterle nella versione araba dell’ opera stessa.

In aggiunta al tono antisemita e antislamica, nel canto XV ci sarebbero anche riferimenti omofobici:.

In particolare la Sereni spiega le punizioni di chi ha commesso dei rapporti definiti “ contro natura” , allo stesso modo ripreso nel canto del Purgatorio XXVI dove gli omosessuali vengono messi nel cerchio dei lussuriosi insieme agli eterosessuali.

In conclusione, L’ organizzazione Gherush92 spiega il proprio dispiacere per il modo di descrivere le categorie sociali e incita di togliere La Divina Commedia dai programmi scolastici ministeriali o, in maniera minore, di attuare un aspetto critico e approfondito riguardo queste presunte discriminazioni.

Chissà cosa penserebbe Dante a riguardo, in tal caso ciò che a molti di noi verrebbe da pensare è che queste condanne non sono altro che un modo per occultare qualcosa di più importante.



Fate sempre attenzione! di ldgsocial
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