Domenica, 22 gennaio 2017 - ORE:07:03

Il mostro di Brindisi ha un volto


Brindisi: Due scarpe da ginnastica indossate sotto dei pantaloni chiari, una giacca scura. L’uomo di razza caucasica ,tra i 50 e i 55 anni, sarebbe stato ripreso dalle telecamere poste a circa venti metri dall’accaduto mentre azionava l’ordigno con un telecomando.

“Buone immagini, immagini significative, a bassa risoluzione ma sulle quali stanno lavorando gli esperti. Immagini girate di giorno. Immagini che accreditano l’ipotesi che l’ordigno sia stato azionato da un telecomando“, ha spiegato il procuratore di Brindisi Marco Di Napoli in una conferenza stampa.

Dunque pare ormai certa la pista che ricondurrebbe non alla SCR come si era ipotizzato all’inizio, anche se molti interrogativi rimangono.

È un caso che le tre taniche di gas siano state fatte esplodere a vent’anni dalla morte di Giovanni Falcone , davanti l’istituto professionale che porta il suo nome, dove studiavano diversi figli di ex pentiti e boss, nel giorno dell’arrivo della carovana della Legalità a Brindisi, una settimana dopo del ritrovamento di notevoli quantitativi di tritolo sulle coste pugliesi? Possibile non c’entri nulla che il padre di due ragazze ferite, Ilaria e Veronica Capodieci,che collabora con Libera Terre di Puglia o che il 2 maggio scorso era stata fatta saltare in aria l’auto di Fabio Marini, presidente della locale associazione antiracket o che dieci giorni fa un’operazione di polizia, la “Die Hard”, aveva portato in carcere 16 esponenti dei clan, dopo le rivelazioni del pentito Ercole Penna?

Dopo che è stato comunicato il ritrovamento di un’altra bombola di GPL, lunedì a Castelvolturno, davanti alla scuola alberghiera, con accanto un biglietto con su scritto minacce al capo dello stato e ad alcuni politici, in seguito alle prove della videosorveglianza che ritrarrebbero un unico colpevole e per la prova empirica per cui mai in Italia si è verificato che un associazione malavitosa abbia colpito centri lontani dai vertici dello stato sembra logico supporre che non si tratti di associazione criminale di alcun genere.

Forse i tempi duri che l’Italia sta vivendo e la disoccupazione che dilaga possono aver portato qualcuno a commettere un atto di così spregevole fattezza?

Se così fosse sarebbe uno dei periodi più bui che il nostro paese abbia mai attraversato dagli anni di piombo.



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