Mercoledi, 24 maggio 2017 - ORE:08:03

Breivik: “Voglio una medaglia d’onore”



Anders Behring Breivik, questo è il nome del fanatico estremista di destra, che il 22 Luglio del 2011 ha causato la morte di 77 vittime e ferito 151 persone, con l’esplosione di un’autobomba ad Oslo e con il fuoco rivolto verso la folla al campo estivo di giovani Laburisti sull’Isola di Utoya.

Quest’oggi, in occasione della comparsa davanti alla Corte distrettuale di Oslo per l’ultima udienza prima dell’inizio del processo, ha fatto scalpore l’affermazione fatta da Breivik; il quale ha detto di meritarsi una medaglia d’onore per l’atto che ha commesso. Il 32enne norvegese ha inoltre chiesto di essere lasciato libero immediatamente.

Il 16 Aprile si terrà il tanto atteso processo, e fino a quella data Breivik sarà tenuto dietro le sbarre, come conferma il giudice  Wenche Gjelsten. Se l’imputato venisse condannato per terrorismo, andrebbe incontro a 21 anni di carcere, ma al momento Breivik è stato giudicato incapace di intendere e di volere al momento della strage, se sarà confermato questo scenario, il norvegese potrebbe essere trasferito in un centro psichiatrico. Attualmente gli psichiatri stanno tentando di fare una seconda perizia sulla salute mentale di Breivik, ma l’uomo non sta collaborando. L’avvocato di Breivik, Geir Lippestad, ha affermato che l’intero processo sarà basato sulla personalità del suo assistito.

Al momento dell’ingresso nella Corte, Breivik ha salutato alzando le mani legate con le manette, poi ha tirato fuori dalla tasca della giacca un bigliettino. All’interno di questo biglietto lui dice, che il suo attacco era stato fatto per il bene del suo Paese, per proteggere quindi la Norvegia dall’invasione islamica, colpendo proprio coloro che lo stanno favorendo, cioè i laburisti, che lui etichetta come “traditori”.

Anche in questa udienza, come avvenuto in quelle precedenti, Breivik ammette di aver fatto detonare la bomba fuori dalla sede laburista ad Oslo e di aver sparato sui giovani appartenenti allo stesso movimento nel campus sull’Isola di Utoya, ma rifiuta qualsiasi offesa e ogni responsabilità di tipo penale. Questo ha sconvolto le centinaia di persone presenti in aula, tra le quali vi si trovavano anche dei sopravvissuti e dei partenti delle vittime, che si sono inorriditi di fronte alle parole scellerate di Breivik, che come detto prima vorrebbe avere come ricompensa una medaglia d’onore militare.

Amel Baltic, un 16enne laburista, sopravvissuto alla strage sull’isola di Utoya, ha ascoltato le parole del fanatico di destra, e si è detto infuriato perché è stato permesso ad un “mostro” del genere proferire tali richieste. Altri sopravvissuti temono che Breivik sfrutti le apparizioni nelle udienze per attirare l’attenzione dei media sulle sue idee estremiste; per le decisioni ufficiali bisognerà aspettare l’inizio del processo.



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